Assicura la redditività alla tua Azienda attraverso il controllo dei costi fissi

La redditività è il fine ultimo dell’impresa

 

Ogni imprenditore dovrebbe dedicare del tempo a comprendere le capacità della propria Azienda di generare reddito e allo studio dei fattori da cui dipendono queste capacità.

Uno di questi fattori è sicuramente rappresentato dai costi fissi e quindi il relativo controllo rappresenta un elemento di fondamentale rilevanza strategica.

Qualcuno disse:
“Monitorate costantemente i costi fissi, perchè hanno la capacità di crescere silenziosamente.”

Non c’è via d’uscita: il raggiungimento di condizioni di equilibrio economico-finanziario impone di tenere sotto costante controllo i costi!

Per produrre redditività o spingi sui ricavi o controlli i costi.
Ma a guardar bene, i ricavi sono condizionati da molteplici vincoli e variabili di mercato che l’imprenditore non potrà mai controllare direttamente.

Immagina: Sei di fronte ad una contrazione di mercato; cala la domanda, calano dunque vendite e ricavi; ma TU, imprenditore, i costi fissi li DEVI sostenere. Sempre lo stesso importo, tutti i mesi, tutti i mesi, tutti i mesi.

Dunque:
concentrati pure sulla realizzazione del prodotto o del servizio e sull’analisi del mercato.
Ma parallelamente, presta molta attenzione all’alta incidenza dei costi fissi che può realmente mettere in ginocchio un’azienda.

La parola d’ordine deve essere ottimizzazione e, in questo caso, ottimizzazione dell’impiego dei fattori produttivi.
In altri termini occorre dedicarsi alla cura dell’efficienza e della produttività dell’impresa, dove il termine produttività indica nient’altro che la capacità dell’impresa di combinare economicamente, quindi senza sprechi, le risorse della produzione.

 

Attenzione ai costi fissi

Può sembrare una provocazione ricordare ad un imprenditore la definizione di costi fissi ma vogliamo essere un po’ pedanti: i costi fissi, appunto, sono quelli che, a prescindere dall’andamento dei volumi di vendita, tu imprenditore DEVI sostenere.
Sempre lo stesso importo; per questo non ci sono deroghe: i costi fissi alti ti rendono poco flessibile, comportano direttamente una limitata capacità della tua Azienda ad adattarsi alle evoluzioni del mercato.

Il costo del personale è considerato come il principe dei costi fissi.

E’ vero: abbiamo il diritto del lavoro più complesso al mondo! E quindi la legislazione italiana sarà anche troppo rigida per consentire alle aziende di adattarsi alle situazioni di mercato ma, parliamoci chiaro, se hai scelto di svolgere la tua attività imprenditoriale in questo paese e in questo contesto politico/sociale, è una tua responsabilità agire per trovare la soluzione più redditizia, per fare Impresa anche con le leggi in vigore.

 

La produttività del personale

Hai mai provato a misurare la produttività reale del tuo personale?
E a confrontarla con la produttività del personale dei tuoi competitors?

Quasi sicuramente hai risposto no ad entrambe le domande.
E altrettanto sicuramente penserai che queste sono materie da commercialista.
Ma non è assolutamente così!

E’ interesse e responsabilità dell’imprenditore sentirsi sempre chiamato in prima persona.

Due domande a bruciapelo:

  • Perché il commercialista non ti ha ancora avvisato che la tua azienda potrebbe far molto meglio in termini di produttività del lavoro?
  • Perché, invece di chiederti sempre di ridurre i costi, non ti suggerisce quegli strumenti volti ad evitare che una porzione troppo elevata di ricavi, invece di finire dritta nelle tue tasche, venga usata per finanziare il costo del lavoro?

Semplicemente perché questo non è il suo compito!
E’ il TUO.

Il commercialista è un professionista tecnicamente molto preparato sulla tematica prettamente fiscale ma non ha mai esercitato impresa. Il commercialista deve riuscire a farti pagare il minor importo possibile di tasse all’interno della legalità.

Ma non è un imprenditore e se gli domandi come muoverti nell’ambito dell’organizzazione e l’ottimizzazione aziendale, andrà a recuperare le reminiscenze di studio, cioè la teoria pura, perché gli manca la pratica quotidiana con questa materia.

Allora come fare?

In Improvia riteniamo indispensabile misurare costantemente la produttività del lavoro e, per farlo, confrontiamo il Valore aggiunto col Costo del personale.

Fissiamo una volta per tutte la definizione di Valore Aggiunto:

Il valore aggiunto è la differenza tra il prezzo finale di un prodotto o servizio, quello che applichi al tuo cliente, e la somma dei costi di tutti i fattori di produzione che lo hanno realizzato.

In altre parole, e con un’espressione che evoca bene il motivo ultimo per cui si fa impresa, il valore aggiunto è esattamente quel valore che tu imprenditore e la tua Azienda siete in grado di creare, attraverso la realizzazione di un prodotto o l’erogazione di un servizio.

In termini molto più pratici, se produci valore aggiunto sei in grado di remunerare:

  • il capitale (copertura degli oneri finanziari),
  • il lavoro (costo del personale),
  • lo Stato (tasse)
  • e tutto quello che residua è la tua remunerazione da imprenditore.

Per questo è considerato l’indice più rappresentativo per misurare la performance complessiva dell’Impresa.

Confrontando il valore aggiunto, realizzato dalla tua Azienda, con il costo del personale che hai sostenuto, sostieni e sosterrai, scopri istantaneamente quanto il primo sia in grado di coprire il secondo, lasciando risorse per la remunerazione degli altri elementi sopra elencati.

In altre parole, se tutto il valore aggiunto prodotto dalla tua Azienda fosse assorbito dal costo del tuo personale, ci sarebbe un grande problema per la remunerazione degli altri stakeholders (i portatori di interessi a vario titolo sull’azienda) prima indicati (Banche, Stato e imprenditore).

 

Come affrontare un problema di produttività del personale bassa o decrescente.

Passiamo dai valori teorici all’interpretazione vera e propria del dato, applicabile alla realtà.

Prendiamo il caso di un’azienda la cui produttività del personale sia in discesa rapida.

Questo può accadere fondamentalmente per due motivi:

  • A parità di valore aggiunto, l’imprenditore ha consentito una poco illuminata esplosione dei costi del personale.
  • A parità del costo del personale (che appunto è fisso) si è vittime di una riduzione del valore aggiunto.

Essendo il primo caso un evidente errore del fare impresa, concentriamoci sul secondo.

Il controllo dei costi fissi attraverso il monitoraggio della produttività del lavoro

Il grafico mostra una situazione mediamente stazionaria della produttività del personale tra i miei competitors (linea blu) e una forte riduzione di quella della mia Azienda (linea arancio).

In una situazione di questo genere non ci sono alternative:
o investi per incrementare la produttività del personale o investi per incrementare il valore aggiunto.

Immagina per un momento di essere TU il titolare dell’azienda rappresentata nel grafico.

Non ti verrebbe spontaneo farti alcune domande come:

  • Ma come sto gestendo le mie risorse?
  • Quante persone ho?
  • Come le coinvolgo? Che messaggio gli passo?
  • Come le sto collocando nei differenti ruoli di responsabilità?
  • I miei secondi livelli mi stanno supportando nell’obiettivo di rendere produttivi i collaboratori?
  • Organizzo frequenti incontri con loro?

Nella guida, che puoi scaricare alla pagina www.improvia.it/bonus , poniamo l’accento sulla necessità che l’imprenditore affronti ogni tematica aziendale con quel punto di vista che definiamo response-ability.

Cioè, quel comportamento per cui, di fronte ad una problematica, tu imprenditore ti poni la domanda: “cosa posso fare io per primo, per risolvere questo problema?”
Response-ability è la capacità di saper rispondere in modo efficace alle situazioni, sentendosi sempre in dovere di agire per primo.

Lo stesso vale certamente anche per i tuoi collaboratori.
Ma affinchè loro cambino approccio, il primo a cambiarlo devi essere tu.

Un atteggiamento dimesso in un imprenditore che attribuisce alla crisi economica, alla burocrazia, al governo tutti i problemi della propria Azienda, genera un’epidemia nel proprio gruppo di lavoro che risulterà rassegnato, apatico, non proattivo e di conseguenza ridurrà la propria produttività.

Allo stesso modo, un imprenditore seppure energico e positivo ma sfocalizzato, cioè con grandi difficoltà ad organizzare la sua concentrazione, il suo lavoro, i suoi obiettivi, non fornirà di certo esempi e modelli di organizzazione adeguati a rendere i suoi collaboratori efficienti.

Ecco quindi come in presenza di una riduzione della produttività del personale, il primo su cui lavorare sei proprio tu imprenditore.

L’obiettivo deve essere il miglioramento continuo e per creare una tale atmosfera occorre cambiare il proprio punto di vista e il modo di pensare, per fare qualcosa di meglio rispetto a quello che si è sempre fatto.
Si tratta di incoraggiare le persone ad apportare ogni giorno piccoli cambiamenti nel loro lavoro, nelle loro responsabilità. Se tutti si impegnano a fare la loro parte, la somma dei piccoli cambiamenti produrrà nel tempo un miglioramento significativo.

Ma il primo devi essere TU.

 

La trappola della riduzione dei costi fissi

Fin qui abbiamo sottolineato l’esigenza forte di un costante controllo dei costi fissi, perché da queste attenzioni dipende una condizione di equilibrio economico finanziario dell’impresa.

Molte Aziende però, e quindi molti imprenditori, estremizzano questo principio, perseguendo sfrenatamente la riduzione dei costi fissi e di struttura, senza preoccuparsi degli effetti sulla redditività e sulla competitività attuale e futura dell’impresa.
Avviano affannate politiche di taglio dei costi, nell’illusione che spendere molto meno o non spendere affatto per determinate voci possa risollevare le problematiche di profittabilità.

Peccato che la ricerca dissennata della riduzione dei costi fissi, veda solitamente come principali voci di costo tagliate, quelle relative a servizi indispensabili alla crescita e allo sviluppo dell’impresa.

L’eliminazione o la riduzione di quei costi che sono associati alla formazione del personale, all’Information Technology, alle consulenze organizzative e a tutti quei servizi finalizzati al cercare di “fare le cose meglio ed in meno tempo”, non fa altro che incrementare l’inefficienza dei processi e, mantenendo alti i costi variabili, ha effetti nefasti sul valore aggiunto.

Ma non basta, l’effetto domino è travolgente perché tali azioni non comportano solo la fisiologica incapacità di migliorare l’efficienza dei processi ma anche l’insoddisfazione delle risorse umane, che demotivate producono meno, con conseguente ulteriore peggioramento dell’efficienza dei processi lavorativi.
Sarà una frase inflazionata ma il personale poco motivato notoriamente rende meno.

Al contrario, l’imprenditore illuminato sa che quando il valore aggiunto si sta riducendo, occorre cercare di aumentarlo, migliorando l’efficienza dei processi, magari anche incrementando temporaneamente i costi fissi per investimenti mirati sul medio-lungo periodo, finalizzati all’aumento dei ricavi.

In Improvia possiamo aiutarti nel monitoraggio della produttività del lavoro e nel controllo dei costi fissi, garantendo le basi per una maggiore profittabilità della Tua azienda.

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Sono un consulente per imprenditori e per i consulenti: passione, competenza e visione al miglioramento del personale professionale e organizzativo. Ho 20 anni di esperienza nel settore, anche in ambito internazionale e da sempre mi dedico alla valorizzazione delle risorse umane e allo sviluppo delle imprese.

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