Hai mai perso la calma, il controllo della situazione?

Ti sei mai agitato di fronte ad un problema?

O peggio, hai mai perso l’orientamento andando in confusione?

Prima del coronavirus, eravamo abituati a perdere la calma in varie situazioni, ma sapendo intimamente che saremmo tornati ad una specie di “equilibrio sovrano” che ci guidava verso le nostre occupazioni quotidiane, che si trattasse di problemi da risolvere, obiettivi da raggiungere, o entrambe.

Ora, quell’equilibrio è saltato e il rischio di andare in confusione è concreto.

Siamo disorientati, spaventati e ci sentiamo impreparati su come poter ripartire o anche ricostruire.

E quindi si, lo sono anch’io!

Così come lo sono stato giusto un anno fa, nel momento in cui realizzai che avrei dovuto affrontare un cambiamento indesiderato e di portata enorme, che avrebbe rivoluzionato la mia vita professionale e non solo, facendomi letteralmente sentire senza la terra sotto i piedi e in grande sconforto.

Lo stesso cambiamento, mi spinse a dover dare una risposta assoluta e a misurarmi con un nuovo progetto.

Progetto che ho completato dopo un anno di duro lavoro e che ero pronto a realizzare avviando la fase di start-up, quando il coronavirus ha colpito!

Non ti nego di essere rimasto stordito, come aver preso un palo in testa mentre stai conversando allegramente a passeggio con un amico; come un pugile che prende un gancio d’incontro mentre sta sferrando il suo.

Il danno e la beffa insieme!

Poi ho ripensato allo scorso anno, alla scelta che ho fatto di non lasciarmi paralizzare dalla situazione ma di dare una risposta adeguata ad una sfida nuova, e seguire ciò che imparavo, osservando ciò che stava accadendo.

È ciò che stanno facendo molte aziende ora, riconvertendo alcuni loro asset produttivi per soddisfare specifiche domande dettate dalle nuove esigenze dovute alla gestione del virus, come quelle che cuciono mascherine o camici monouso, piuttosto che produrre bombole per l’ossigeno, o fare consegne a domicilio.

Queste imprese sono l’avanguardia di tutte quelle che faranno altrettanto, cioè riconvertirsi in tutto o in parte, o anche intensificare determinate produzioni già in essere, e di quelle nuove che nascerannoad hoc per soddisfare le nuove esigenze di un nuovo mercato.

Altrettanto vale per il mondo del professionismo, in cui mutano alcune forme di erogazione dei servizi, così come ne nasceranno di nuovi, anch’essi dettati dal cambiamento dello scenario produttivo.

Studi professionali che stanno investendo ora parte del loro tempo e denaro, per identificare i propri limiti nel modo di funzionare e di gestire il portafoglio clienti, e correggerli.

Ma se è dal caos che nasce un nuovo ordine come diceva Einstein, viene da sé che non possiamo aspettarci che ciò accada d’incanto e senza un diverso tipo di impegno rispetto a come eravamo abituati a fare prima.

Dunque, per poter ritrovare la bussola, e quindi un nuovo equilibrio, una nuova normalità, bisogna rinnovare anche i presupposti della bussola, cioè uno scopo che ci dia una direzione e un motivo, un metodo adatto allo scopo che funzioni, e sviluppare nuove capacità per applicare quel metodo.

Per ritrovare scopo, metodo e capacità, il primo passo da fare è quello di decidere cosa pensare e perché conviene.

Non è affatto facile e immediato, in questa fase, distinguere le informazioni vere da quelle che non lo sono, riuscire a valutare cosa è utile da cosa non lo è per la nostra sicurezza così come per il nostro business.

E ciò nonostante, sforzarsi di allungare lo sguardo fin dove vorremmo ritrovarci e perché, una volta passata la bufera.

Però bisogna farlo, perché il motivo ed il significato che diamo alle nostre azioni rappresentano la spinta più potente che permette agli individui di guardare oltre gli ostacoli, credere di poterli superare, e riuscirci.

Come possiamo trarre vantaggio dalla situazione in cui ci troviamo?

Così come il corpo risponde ai cibi che ingerisce, ammalandosi o rigenerandosi, anche la mente risponde alle informazioni di cui si nutre, ammalandosi o rigenerandosi.

Questo è possibile evitando di restare pigri, abbandonandoci a ricevere informazioni superficiali e inutili tanto per passare il tempo, sentendoci poi sempre più frustrati, impotenti, irascibili e oppressi.

Ciò intossica la mente, e le toglie lo “spazio” per, invece, dare attenzione a ciò che la aiuterebbe a restare in salute, tonica e creativa, attraverso lo studio di contenuti di cultura, crescita personale e aziendale, o anche “osservando” la propria situazione imprenditoriale con un approccio diverso, nuovo.

La nostra mente è programmata per “darsi ragione”, dunque qualsiasi cosa decide di pensare, cercherà e troverà la sua conferma. Sempre.

Allora, decidi cosa ti conviene pensare (cioè realizzare), e perché.

Farlo renderà il percorso più facile, o è meglio dire, meno difficile; avrai uno scopo nuovo, e quindi forza ed energie nuove.

Se uno scopo ci serve per agire, è un metodo che ci aiuta a farlo in modo funzionale, economico e costruttivo.

Ogni risultato dipende dalle azioni che si compiono per ottenerlo e queste non sono ovviamente tutte valide per ogni circostanza.

C’è un unico modo corretto di fare le cose per poter ottenere i risultati desiderati, tutti gli altri sono sbagliati, oppure vanno bene per ottenere qualsiasi cosa che non vada davvero bene!

Questa regola vale anche per raggiungere il tuo scopo, o per sviluppare e gestire qualsiasi attività imprenditoriale o professionale.

Adottare un metodo evita di perder tempo, energie e denaro in tentativi ed errori; restituisce serenità perché non devi stare a reinventare la ruota ogni giorno; rende scalabili le attività dettando la sequenza di fasi e azioni in modo riproducibile.

Se già prima del virus c’era incertezza sul possibile futuro di diverse attività imprenditoriali e artigianali, dopo questa fase abbiamo la certezza che molte di esse, in svariati settori, saranno decimate, a meno che..

A meno che si acquisiscano nuove competenze e si sviluppino nuove capacità!

Il nostro scopo genera i risultati che vorremo raggiungere, abbiamo detto, e questi ultimi dipendono dalle azioni, quelle corrette e funzionali dettate da un metodo collaudato.

Questo necessita di essere applicato anche in forme diverse da quelle che conosciamo, spingendoci così ad imparare nuovi “alfabeti”, sviluppare nuove conoscenze e pratiche attuative di una sequenza corretta.

Citando il grande futurologo contemporaneo Alvin Toffler, “gli analfabeti del 21° secolo non saranno coloro che non sapranno leggere o scrivere, bensì tutti coloro che non sapranno imparare, disimparare e reimparare!”, ti invito ad approfittare di questo periodo per imparare cosa serve fare in modo diverso nel tuo business che ancora non conosci;

disimparare ciò che finora non ha funzionato nonostante i tuoi sforzi e tentativi, ma che appartiene al tuo punto di vista e al tuo metodo di sviluppo e gestione;

reimparare ciò che sai fare ad un nuovo, diverso livello di capacità e applicazione.

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Photo credit: André Noboa on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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